C’è una stagione che si misura in sguardi, in silenzi, in abbracci dopo un punto pesante, in quelle sere in cui torni a casa stanco ma orgoglioso. La stagione 2025/26 della Serie D maschile del Volley Vercelli è stata esattamente questo: una storia. E coach Dogliero la racconta come si raccontano le cose che ti restano dentro. L’inizio: quando capisci che puoi farcela dopo un rodaggio lungo e faticoso in Coppa Piemonte, i biancoblu entrano in campionato con la fame di chi vuole dimostrare qualcosa. La vittoria a Domodossola (3-1) è un lampo: una di quelle partite che ti fanno dire “ok, ci siamo”. La sconfitta contro Verbania non spegne nulla. Anzi, fino alla prima di ritorno — un’altra battaglia vinta contro Domodossola — il Volley Vercelli resta lì, nelle zone che contano, tra le squadre che fanno rumore. È la fase in cui tutto sembra possibile. È la fase in cui il gruppo si guarda negli occhi e capisce che può stare in alto. La tempesta: quando devi scegliere chi vuoi essere, poi succede quello che succede nelle storie vere: arriva la parte difficile. L’addio improvviso di Binello costringe a cambiare assetti, equilibri, certezze. Gli infortuni bussano alla porta, e la tendinite che colpisce Maffezzoni pesa come un macigno. La squadra scivola al settimo posto. Ogni partita diventa una salita. Ogni allenamento è una prova di carattere. È il momento in cui capisci che non basta giocare bene. Serve resistere. Serve crederci quando è più facile mollare. Il finale: il cuore che fa la differenza e proprio quando sembra tutto più complicato, succede qualcosa. Il gruppo si ricompatta. Si guarda dentro. Ritrova coraggio, orgoglio, identità. Le vittorie contro Santhià e Novara non sono solo due risultati: sono due dichiarazioni. Sono la prova che questa squadra non si arrende, non si spegne, non si piega. Il quinto posto finale è un traguardo, sì, ma soprattutto è un simbolo: questa squadra ha un’anima. I protagonisti: volti, storie, passi avanti. Coach Dogliero non elenca nomi: racconta persone.

Maffezzoni — il faro, il trascinatore, il 60% dei punti e il 100% del cuore.

Gallo — primo anno da palleggiatore titolare, ma la calma e la visione di chi sembra farlo da sempre.

Boglio, Ferraris, Bonifacio — la continuità che costruisce le fondamenta.

Casazza(2010) — ovunque servisse, lui c’era.

Bona e Vallania F. — solidi, generosi, indispensabili.

Biglia e Sota (2011) — esordi che profumano di futuro.

Minniti — poco utilizzato, ma sempre parte della storia.

Sgamuffa — il jolly che cambia gli equilibri.

Vallania A. (2012) — un talento che sboccia.

Necardo (2011) — un palleggiatore che cresce a vista d’occhio.

Il futuro: “Siamo pronti a fare un salto”. Coach Dogliero lo dice con la serenità di chi ha visto il gruppo crescere davvero: la prossima stagione può essere speciale. Tre motivi: Crescita fisica — un anno così ti tempra, ti costruisce. Continuità del gruppo — ripartire con Maffezzoni e i più esperti significa partire già con un’identità. Maturazione dei giovani — 4/5 ragazzi pronti a fare il salto. Casazza in testa. “Questi tre elementi insieme ci daranno grandi soddisfazioni”, dice il coach. E quando lo dice, lo senti vero. Settore Giovanile – U15: un anno che insegna. L’Under 15 ha vissuto una stagione diversa: più complicata, più irregolare, più fragile. Ma anche questo fa parte del percorso. Le individualità importanti: 4/5 ragazzi pronti per la Serie D. Crescita tecnica e fisica: passi avanti evidenti. Le ombre: troppe assenze che frenano la crescita, poca coesione: un gruppo non ancora gruppo, comportamenti scorretti che non appartengono ai valori del Volley Vercelli. Il nuovo progetto U15/U17B: ricostruire, insieme. Grazie al lavoro di Montserrat, i 2012 si uniranno ai 2013 per formare un gruppo nuovo, giovane, da costruire. Un gruppo che affronterà U15 e U17B con tre obiettivi chiari: Educazione e rispetto — da condividere con famiglie, società e tecnici. Crescita tecnico-tattica — 4 allenamenti e 2 partite a settimana. Unità — perché senza gruppo non c’è squadra. E sarà un nuovo inizio, pieno di possibilità.